verità. fatti. libertà. indipendenza.

CHI SIAMO

 

Alessandra, Manuela, Tamara. Tre donne, tre giornaliste.
Dalle nostre vite vissute in tre diverse parti d’Italia e dalle nostre postazioni di lavoro, chi in redazione, chi su strada, chi in smart working, abbiamo raccontato anche pezzi della pandemia. Nel farlo, abbiamo spesso assistito a distorsioni della realtà nella narrazione che è venuta fuori in questi due lunghi anni, a una restituzione parziale, incompleta dei fatti, sbilanciata normalmente a favore solo di una “versione”, quella più vicina al potere.

Una narrazione, dunque, insufficiente a garantire ai cittadini il loro DIRITTO di conoscere per potersi formare una corretta opinione, di capire per poter orientare le proprie scelte e le scelte dei loro organi rappresentativi.
Di fronte a queste storture e alla mancanza di pluralità di voci, sentiamo il bisogno di schierarci, dalla parte della Costituzione. Di “riallinearci” ai valori e ai principi della nostra Carta fondamentale, imperniata sulle libertà, prima tra tutte quella di espressione del pensiero e di stampa. Ed eccoci allora qui, insieme, in questo gruppo che alla Costituzione si ispira e che speriamo possa crescere sempre di più, per provare a offrire al pubblico anche quella versione dei fatti che fin qui è mancata.
Partiamo dal nostro Manifesto.

 

 

MANIFESTO DEI GIORNALISTI PER LA COSTITUZIONE

 

«Un giornalista libero non dispera e lotta per ciò che crede vero come se la sua azione potesse influire sul corso degli eventi. Non pubblica niente che possa istigare all'odio o provocare la disperazione. Ora, per poco che si conosca il meccanismo dell'informazione, è facile accertarsi dell'autenticità di una notizia. Ed è a questo che un giornalista libero deve prestare tutta la sua attenzione». (Albert Camus)
 

Fatti. Verità. Libertà.

Sono i pilastri della professione del giornalista che trovano il proprio fondamento nell'articolo 21 della Costituzione italiana: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». La tutela della libertà di pensiero ha come base il pluralismo ideologico, fondamentale per offrire al lettore la “verità sostanziale dei fatti”, attraverso la quale poter formare la propria libera idea e a cui il giornalista deve sempre tendere.

 

Nel periodo in cui stiamo vivendo, segnato dalla pandemia, dove la paura si è impadronita degli individui e il bisogno di sicurezza spinge ad accettare acriticamente qualsiasi notizia, spesso fake news, si avverte ancora di più la necessità di giornalisti indipendenti, imparziali, slegati da partiti e ideologie politiche, da idee religiose e anche dalle nuove discriminanti categorie pro vax/no vax.

 

I Giornalisti per la Costituzione sono liberi, imparziali, riportano i fatti, verificano le notizie, non istigano all'odio, ripudiano la propaganda, si pongono al servizio della collettività, rifuggendo la menzogna e perseguendo la verità anche attraverso l’esercizio del dubbio e del diritto di critica.

 

I Giornalisti per la Costituzione si riconoscono nei valori sanciti dalla Carta costituzionale, imperniata sul rispetto della Persona, e si impegnano a difendere i diritti di libertà, uguaglianza e pari dignità sociale riconosciuti a tutti i cittadini, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali.

 

Il periodo in cui viviamo ha messo a dura prova le democrazie occidentali. La paura diffusa e la difficoltà di far fronte a una pandemia che ha provocato milioni di vittime hanno spinto i Governi ad attuare misure di emergenza spesso poco razionali, anche concentrando nelle proprie mani il potere legislativo costituzionalmente affidato al Parlamento. Le affermazioni contraddittorie e le manifestazioni pubbliche di politici, conduttori tv, giornalisti e personaggi noti, che sui social e sui mezzi di comunicazione attaccano da mesi una parte minoritaria della popolazione, fomentando odio e divisione sociale, hanno aperto la strada a norme discriminatorie e lesive dei diritti costituzionalmente garantiti a ogni cittadino italiano, con i rischi e i pericoli che questo comporta.

 

In uno Stato democratico i giornalisti dovrebbero essere i guardiani della democrazia che passa necessariamente per la pluralità di opinioni. Un ruolo al quale, per molteplici cause (precarietà della professione, mancanza di indipendenza della testata di appartenenza e così via), molti giornalisti sembrano avere abdicato e che noi vogliamo riaffermare in tutta la sua pienezza.

 

I Giornalisti per la Costituzione si pongono come la voce libera e democratica che raccoglie l'impegno di tanti professionisti dell'informazione, pronti a lottare contro ogni deriva o tentazione autoritaria di qualsiasi Governo presente o futuro dell'Italia.

 

I Giornalisti per la Costituzione vegliano anche sul depauperamento di organi come il Garante per la protezione dei dati personali, fondamentale per tutelare il cittadino nella società odierna, in cui la tecnologia e l'Intelligenza artificiale sono sempre più pervasive e rischiano di trasformare il potere in “panopticon”, un edificio istituzionale di controllo dove ogni libertà di pensiero potrebbe finire per non esistere più.

 

 

I giornalisti che intendono aderire possono scrivere a:

giornalistiperlacostituzione@gmail.com

 

 

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