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  VitA da Pass 

                                                                                                                                                    Articolo 16 della Costituzione

 

DA “GREEN” A “RED”, IL PASS SULLO STRETTO DI MESSINA CAMBIA COLORE. MA SOLO
PER ALCUNI

 


 

di Manuela Iatì

 

Guardate questa fotografia.

Una piccola tessera rossa, su cui risalta la scritta bianca, a caratteri cubitali, "GREEN PASS".

La manda via whatsapp un'amica che sta andando in Sicilia dalla Calabria. Non capisco ovviamente a cosa serva, chiunque usi mezzi pubblici per spostarsi - in questo caso le navi traghetto - al momento deve, per decreto, essere munito di pass verde, da mostrare, tramite telefono o in versione cartacea, al controllore di turno. Ma non avevo mai sentito parlare di altre tipologie di tessere, come questa, ad esempio, peraltro specificatamente intestata alla compagnia privata di navigazione tra Reggio e Messina, la Caronte & Tourist.

Ebbene, attraverso un vocale della mia amica scopro di cosa si tratti. E ne resto particolarmente colpita.

 

La mia amica non è vaccinata.

Dopo che il governatore siciliano Nello Musumeci – e, al suo traino, ma malvolentieri, anche quello calabrese, Roberto Occhiuto – ha derogato con ordinanza al decreto governativo che limita il trasporto pubblico ai soli possessori di green pass rafforzato (quindi ai soli vaccinati e ai guariti da meno di sei mesi), anche a lei – e ovviamente a qualunque altra persona non vaccinata – è stato gentilmente concesso di salire sulle navi che collegano le due sponde. Come? Con un green pass base, quindi con il solo tampone negativo.

In vista della partenza, dunque, diligentemente l’amica si tampona e, arrivata agli imbarchi, da dentro la macchina offre all’addetto al controllo il QR code “green” per la scannerizzazione, in attesa di poter poi finalmente accedere alla pancia del traghetto.

 

E qui la prima sorpresa: l’addetto in questione non si limita a verificare la validità del codice, ma controlla anche se quel green pass sia stato generato da vaccino o da tampone.

 

E la privacy, si chiede lei? E me lo chiedo anch’io, salvo poi ricordarmi che, in Italia, ormai anche la privacy è il lontano retaggio di una vita passata.

Ma, soprattutto, perché questa verifica differenziata tra i due tipi di green pass, si chiede lei? E me lo chiedo anch’io.

Fino alla seconda sorpresa, quella finale e più sbalorditiva! Cioè la consegna alla mia amica, da parte del controllore, di questa tessera coloratissima che, secondo precise istruzioni, lei dovrà esporre sul cruscotto dell’auto per tutta la navigazione. Ben visibile. Rossa come un’allerta, evidente come un marchio distintivo, perché sia ben chiaro a tutti, equipaggio e altri passeggeri, che su quella macchina sta viaggiando una persona non vaccinata, da cui tenersi ben alla larga e da tenere sott’occhio, perché non lasci l’auto.

 

L’amica, infatti, non solo sarà identificata e identificabile per tutto il tragitto, ma - in base alle ordinanze - dovrà anche restare chiusa nell’abitacolo, possibilmente con i finestrini alzati e, soprattutto, se la regola fin qui applicata non bastasse, con mascherina FFP2 indossata fino allo sbarco. Non sia mai che un suo respiro, di tamponata negativa, dovesse fuoriuscire dalla sua quattroruote e, trasportato dal vento che quasi sempre soffia tra Scilla e Cariddi (e su una nave in movimento), dovesse finire dritto dritto nelle narici di qualche altro (malcapitato) viaggiatore, avranno pensato i due governatori nel varare le loro norme.

 

D’altronde, il sottosegretario Pierpaolo Sileri non aveva detto, solo un paio di settimane fa, che “i non vaccinati sono pericolosi. Punto”?

 

Volendo capirne di più, contattiamo l’ufficio stampa della Caronte, che ci risponde a stretto giro, e apprendiamo un’altra cosa sorprendente. Il “minuscolo contrassegno” (così viene definita la tessera rossa) serve a risolvere sostanzialmente un problema di conflitto tra norme: quelle delle ordinanze regionali, che impongono l’obbligo di restare sigillati in macchina per i passeggeri non vaccinati, e quelle della Capitaneria di Porto che, per l’esatto contrario, vietano ai passeggeri di sostare nell’auto durante la traversata.

 

Il foglietto rosso, dunque, viene usato «al fine di capire quanti tra i passeggeri in auto viaggiano beneficiando della deroga prevista dalle Ordinanze Musumeci e Occhiuto», ci comunica appunto l’ufficio stampa, «si  tratta di un contrassegno assolutamente anonimo che però permette ai verificatori a bordo di acclarare se quei passeggeri siano o no autorizzati alla permanenza (solitamente vietata) a bordo dell’auto. È un contrassegno che – in ultima analisi – consente al personale di bordo di rispettare e far rispettare la legge». 
 

Insomma, le persone non vaccinate vengono “marchiate”, recluse (al momento solo sul loro automezzo) e trattate in modo differenziato e umiliate sulla base di una bugia sanitaria (la loro presunta pericolosità sociale) per far rispettare una legge, la quale, a sua volta, come troppe in questi ultimi due anni, è stata essa stessa a creare, con quella bugia, la discriminazione, che in questo caso viene addirittura esibita, attraverso un “bollino” colorato. 
In fondo, però, meglio il rosso scarlatto del giallo, potrebbe dire qualcuno.

 

 

 

 

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