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                                                                                                                                                    Articolo 16 della Costituzione

 

GUARITA DAL COVID E CON DUE VACCINI: I CONTROLLORI LA FANNO SCENDERE DAL TRENO

 



 

«I controllori sono stati anche gentili, mi hanno solo detto che dovevo scendere altrimenti avrebbero chiamato la polizia. E io non avevo voglia di discutere anche con la polizia». Così una ragazza ligure di 21 anni, studentessa, ha raccontato quello che le è accaduto la sera del 12 febbraio scorso mentre tornava in Italia dalla Francia. Due controllori di Trenitalia l'hanno fatta scendere dal treno a Pavia di notte, anziché nella stazione di Genova Principe dove era diretta, perché secondo loro il suo Green Pass era scaduto. 

Il Green Pass, invece, risaliva a un vaccino effettuato il 12 agosto e quindi avrebbe dovuto essere valido fino a tutto il 12 febbraio. Nessuno ha mai avvertito la ragazza - né con sms e né con email - che il pass era scaduto. Ed è proprio il 12 febbraio, alle 22, che i solerti controllori l’hanno fatta scendere dal treno minacciando anche di chiamare la polizia. Sul fatto non hanno emesso alcun verbale.

 A nulla è valso spiegare ai controllori che la ragazza aveva fatto due dosi di vaccino in Italia, e che poi, una volta in Francia, aveva avuto il Covid ed era guarita. Inutile è stato spiegare che si trovava su quel treno in quanto stava tornando a casa per fare estendere la durata del Green Pass in scadenza presso il suo medico curante.

 

La Francia, infatti, presa in simili burocrazie articolate - "protocol baroc” come i media francesi hanno ribattezzato le regole che si accavallano come da noi su mascherina e Green Pass, mangi fuori, mangi dentro, mangi in piedi mangi seduto – per una settimana ha studiato il caso su come prolungare il Green Pass della ragazza, che ha pure tessera sanitaria francese essendo nel Paese per un Erasmus. Poi, però, hanno desistito (la forza dell’Europa, cherie) e le hanno consigliato di rientrare in Italia e fare estendere in Italia la durata del proprio Green Pass.

 

La studentessa aveva anche pensato di fare tutto online. Ma poi, temendo che il suo Green Pass potesse bloccarsi, ha preferito recarsi di persona presso il suo medico italiano. Quindi, è tornata in Italia col certificato di guarigione scritto in francese.

 

Peccato che, dopo un viaggio di una giornata tra bus, aeroporti e treni regionali, i due controllori hanno deciso che il certificato francese era inutile e che valeva solo il QR code del Green Pass. Quindi l’hanno buttata giù dal treno alle 10 di sera a Pavia, col treno successivo alle 6 di mattina, senza curarsi del fatto che era una ragazza sola e che, senza Green Pass valido, non avrebbe potuto prendere un bus o un taxi per raggiungere un hotel. Non avrebbe potuto neanche dormire in un albergo. La ragazza è stata soccorsa due ore dopo dai parenti arrivati di notte in auto. Ma che cosa sarebbe successo se fosse stata una di Reggio Calabria o Roma e ci fossero state ancora tante ore di viaggio?

 

(Foto dal sito del Ministero della Salute)

 

 

 

 

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